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7 miti sul pellet: quali sono veri? Quali sono falsi?

Questa settimana, proprio come la settimana scorsa, abbiamo intenzione di far luce non solo su un argomento riguardo il pellet: abbiamo intenzione di sfatare molti dei miti riguardo questo tipo di combustibile!

Pensaci: quante sono quelle informazioni che hai sul pellet ma che non hai la certezza siano vere oppure no?

Lo abbiamo visto nella fase di scrittura del precedente articolo e nella reazione che questo ha avuto sui nostri lettori.

Tante sono le persone, infatti, che hanno confessato di aver sempre dato per scontato tutta una serie di informazioni riguardo il prezzo del pellet che sono state poi smentite dal nostro articolo.

Non solo.

Sono tante anche le persone che ogni giorno ci pongono qualche loro dubbio sul pellet, qualcosa da sempre nascosto, qualcosa che non hanno mai capito.

La verità, ammettiamolo, è che tutti noi molto spesso preferiamo affidarci al sentito dire, ai miti, alle leggende invece che alla verità.

Perché forse la verità richiede più impegno, più attenzione: due risorse che con difficoltà siamo disposti a distribuire.

Conclusa questa doverosa introduzione passiamo subito al focus principale di questo articolo.

Le domande dei consumatori

1)È vero che il pellet austriaco è il migliore in assoluto?

Questo è il primo mito da sfatare.

La qualità del pellet di origine austriaca è un dato di fatto ma dire che è il migliore in assoluto potrebbe rivelarsi un’esagerazione infondata.

Questo perché l’origine non può essere considerata come unico fattore di qualità del pellet, ci sono tanti altri elementi da considerare.

Per avere una visione più chiara sulla questione dell’origine del pellet clicca qui.

2)È vero che il pellet chiaro è migliore?

Un altro falso mito: anche in questo caso non si tratta di individuare un “colore” di pellet migliore in assoluto.

Il pellet migliore è quello che performa meglio nella nostra stufa, indipendentemente dal colore che può variare in base all’essenza.

Se vuoi saperne di più sull’essenza del legno clicca qui.

3) È vero che il pellet è economico?

Finalmente qualcosa di vero!

Questa affermazione, infatti, è tra le più veritiere che si possono trovare riguardo il pellet.

Per capirlo basta considerare che per avere lo stesso rendimento calorifico di due chili d pellet sono necessari ben undici chili di petrolio!

Abbiamo scritto un intero articolo riguardo questa questione, clicca qui per leggerlo.

4) È vero che il pellet è ecologico?

Altra verità!

Il pellet è ecologico perché, innanzitutto, non contiene sostanze chimiche che possono emanare esalazioni nocive alla salute dell’uomo e dell’ambiente.

Questo però è vero solo per i prodotti con certificazione, per tutti quelli privi di tale attestato non si può mai sapere quale sarà il prodotto della loro combustione.

C’è inoltre da considerare che il pellet, quando brucia, non emana in maniera artificiale: emana soltanto il Co2 che ha assorbito durante la sua crescita, a differenza di combustibili come il petrolio.

5) È vero che il pellet è privo di umidità?

Questo dipende.

Bisogna capire che il pellet viene viene realizzato con scarti di legno essiccato, ha quindi una percentuale di umidità molto bassa, valutata intorno al dodici per cento.

C’è anche da considerare, però, che è bene conservare il pellet in posti asciutti perché essendo un materiale legnoso teme l’umidità che ne compromette le qualità calorifere ed anche il buon funzionamento della stufa.

6) Il pellet è radioattivo?

Questo si tratta di un mito nato a causa di una notizia diffusa anni fa.

Una partita di pellet proveniente dalla Lituania era stata individuata come contaminata da  Cesio 137 e quindi altamente radioattiva.

Si è trattato, però. di un caso isolato, come hanno dimostrato le stesse indagini successive ed il pellet oggi in commercio è totalmente libero da radiazioni, almeno quello certificato.

7) È vero che il pellet puzza?

Ecco un altro falso mito.

Il pellet, infatti, per sua naturale consistenza non puzza: al massimo emana l’odore del legno con cui è prodotto.

Considera una cosa però: se durante la combustione si percepisce del cattivo odore, questo può essere dovuto ad un cattivo funzionamento della canna fumaria, oppure ad un accumulo di cenere nel cassetto ed ancora al riscaldamento delle parti cromate della stufa.

In queste situazioni il problema termina dopo i primi utilizzi.

Altri eventuali cattivi odori possono provenire dalla combustione di un pellet di scarsa qualità contenente collanti o materie plastiche inserite per mantenere la compattezza del prodotto.

Ecco qui, queste sono le domande che più spesso ci vengono poste riguardo il pellet. se anche tu hai delle domande da farci o dei dubbi che ti assillano non esitare a contattarci!

Potrai farlo sia su Facebook che via mail.

Nell’attesa della prossima settimana, mi raccomando, mettiti al caldo!

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