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Compra del pellet, non farti fregare - Le Certificazioni

by Calogico Pellet | | guida acquisto pellet, pellet, pellet calogico | 0 Comments

Come annunciato nel precedente articolo sul nostro blog ecco per te la seconda parte della guida su come scegliere il miglior pellet senza il rischio di essere fregati!

Se l'altra volta ti ho spiegato quanto sia importante fare una scelta ragionata e lucida sull'acquisto del pellet, oggi voglio parlarti di uno degli elementi più importanti per capire la qualità di una data tipologia di pellet.

Le certificazioni

Si tratta di quegli elementi che, di fatto, più possono permetterci di distinguere un pellet di qualità da uno scarso.

Non vige un obbligo legale (come riporta l’autorevole Altroconsumo.it) a certificare la qualità del pellet.

È vero però che la maggior parte dei produttori di pellet sottopongono i loro prodotti ai test di qualità necessari ad avere le certificazioni: in particolare EN Plus e DIN Plus.

È una questione di trasparenza, di onestà, di etica.

Resta il fatto che se tale certificazione non è obbligatoria è ormai una pratica quasi generale tra i migliori produttori di pellet ed è vietato dalla legge, invece, vendere pellet contenuto in imballaggi anonimi e che non riportano il nome del suo produttore o qualsiasi altra informazione.

In questo articolo ci soffermeremo in particolare sulla certificazione EN Plus perché si tratta della certificazione che valuta la qualità non solo del prodotto ma dell’intera filiera partendo dalla materia prima fino alla distribuzione.

Quali sono allora le certificazioni e cosa valutano?

EN plus: la certificazione spiegata

Questa certificazione valuta la qualità del prodotto partendo da alcuni elementi fondamentali:

  • la provenienza e la qualità della materia prima;
  • il contenuto di ceneri prodotte dal pellet;
  • la quantità di segatura nel sacchetto;
  • il livello di umidità del prodotto;
  • la durabilità meccanica.

Questi sono valori fondamentali perché se il sacco di pellet contiene molta segatura allora produrrà più polveri nella sua combustione e questo obbliga a pulire più spesso la stufa.

Il livello di umidità, inoltre, deve essere basso (<10%) perché altrimenti non è garantita la buona combustione del prodotto e quindi il rendimento stesso diminuisce e si potrebbe sporcare il vetro.

In base ai valori delle analisi viene classificato, quindi, in tre tipologie:

  1. Classe A1: in esso il contenuto di ceneri massimo è pari allo 0,7%;
  2. Classe A2: il contenuto di ceneri è minore o uguale all’1,2%;
  3. Class B: è un tipo di pellet sconsigliato per l’uso domestico e che ha caratterizzato da un contenuto di ceneri massimo del 3,5%.

Ti stai chiedendo le certificazioni del prodotto di Calogico Pellet?

Niente di più semplice: il nostro prodotto è certificato ENPlus di classe A1 ed A2 e questo puoi capire facilmente cosa dice della sua qualità vero?

Se vuoi vedere tu stesso i certificati a nostra disposizione clicca qui.

Qualche consiglio

Ora che hai più chiaro che cosa sono queste certificazioni possiamo fornirti qualche consiglio da poter sfruttare la prossima volta che compri del pellet.

  1. Guarda il sacco per bene: è proprio sul sacco che troverai tante delle informazioni più importanti sul pellet che stai comprando e potrai capire se è certificato oppure no, sul sacco dovresti trovare infatti:
    1. logo ENplus con codice identificativo;
    2. contenuto di ceneri;
    3. potere calorifico;
    4. contenuto idrico;
    5. azienda produttrice (e potrai controllare se tutti è veritiero attraverso il suo sito, o pagina Facebook o online).
  2. Guarda il sacchetto per bene: potrai capire che il pellet è di qualità se nel sacchetto questo è disposto in maniera compatta e senza residui o corpi estranei.

Bene, ora dovresti essere capace di acquistare il pellet in maniera più consapevole.

Non ti illudere però: la settimana prossima torneremo con un’altra parte di questa guida all’acquisto del pellet senza essere fregati.

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